“Caleidoscopio” – Caffè Tommaseo (Trieste) – 2005

…”Non vide più il volto del suo amico Siddartha, vedeva invece altri volti,molti,una lunga fila,un fiume di volti,centinaia,migliaia di volti, che tutti venivano e passavano,ma pure appanivano anche tutti insieme,e tutti si mutavano e rinnovavano continuamente, eppure erano tutti Siddartha. …..Vide queste immagini e questi volti mescolati in mille reciproci rapporti,ogniuno aiutare gli mostre10altri,amarli,odiarli,distruggerli,rigenerarli,ogniuno avviato alla morte,ogniuno testimonianza appossionatamente dolorosa della loro caducità, eppure nessuno moriva,ogniuno si trasformava soltanto, veniva un’altra volta generato,riceveva un volto sempre nuovo senza che, tuttavia,ci fosse un’intervallo di tempo fra l’uno e l’altro volto- e tutte queste immagini e questi volti giacevano,fluivano,si generavano,galleggiavano e rifluivano l’uno nell’altro…..”

Herman Hesse (“Siddartha” 1922)


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